VIAGGIO SUL LAGO TITICACA

  VIAGGIO SUL LAGO TITICACA

 


Lago bellissimo sulle Ande e la cittadina di Copacabana.



La città cucchiaio di La Paz.

 

Da La Paz attraverso l’altopiano, si arriva il lago Titicaca e poi sull'isola all'interno.


Tappa di tre giorni in Hotel a LA PAZ, con l’umore del tempo: variabile.

Vari disagi, momenti soleggiati con belle vedute, alternati con imprevisti, ci attendevano. Con la GOLF GTI (che fu lanciata sul mercato nel 1976, nessuno poteva prevedere che la Golf GTI sarebbe diventata un mito).

Ormai riparata 20 volte col metodo boliviano, cioè:  sostituzione di ricambi di recupero riutilizzati più volte e arrugginiti, a volte adattati sul momento, praticamente un cartoccio inaffidabile, ma il motore GOLF non tradisce mai.

Mia figlia e mio genero svolgono servizio di volontariato gratuito, da 20 anni, di cui 10 in Bolivia, paese sfruttato da stati stranieri, con una popolazione assetata di verità bibliche, non potendosi permettere una macchina nuova, si sono adattati alla Golf del 76 diventando il decimo proprietario. 

A Sacaba periferia di Cochabamba dove abitavano, ci sono alcuni quartieri, dove i cordoli di rallentamento delle vetture sono leggermente più alti del normale, quando passavamo con la GOLF GTI io il più pesante dovevo scendere altrimenti la marmitta si staccava per lo strisciamento, per poi risalire subito dopo. 

Chiusa parentesi e torniamo al viaggio.

Occupanti dell'auto, io, mia moglie, (già descritta con una storia a sé), mia figlia Elisabetta, bella, alta, magra, slanciata, capelli lunghi e rossi ondulati, gambe affusolate, occhi verdi, carattere affettuoso, molto intelligente, adattabilissima, e non per ultimo in buona salute, traduttrice ufficiale del consolato boliviano, un po’ offendina ma solo per un paio d'ore, per non fare parzialità dico che anche gli altri figli hanno le capacità pari alla sorella.

Marcello: il genero, un figlio acquisito, di uguale levatura.

Si parte: mattino ore 5 da Cochabamba per La Paz, per poi proseguire fino a Copacabana l'isola al centro del lago Titicaca a un’altitudine di 3812 m. e profondo 218 m.

Cominciano gli inconvenienti; nel nulla del semideserto dell'altopiano di La Paz, la ruota anteriore passò sopra una forcella, persa probabilmente da un camion sgangherato, che si incastrò nel vano ruota anteriore con sbandamento dell’auto e foratura della ruota.

Sostituzione gomma col ruotino, e poi altri 100 km nel nulla per La Paz.

Dove nessuno gommista fu in grado di ripararla a motivo dello smontaggio complicato, e costretti a comprare un'altra gomma, ma l’unica che avevano era parecchio usata e sostituì il ruotino.

La Paz, che significa pace in lingua quechua, dove il centro turistico della città ha la forma di un grandissimo cucchiaio col manico che scende in basso, all'altezza di 3650 m. è la capitale politica più alta del mondo.

Città mozzafiato a motivo dell'altitudine, ho trascorso 3 notti da incubo, come mi addormentavo, per la carenza di ossigeno, andavo in apnea, non respiravo più, e per non morire, ho dormito sulla sedia avvolto in una coperta, perché faceva freddo. L’Hotel non aveva i riscaldamenti accesi, perché a fine dicembre la è estate, ma di notte a 4.000 m. le temperature scendono di brutto.

Le prime luci dell'alba smorzavano gli incubi della notte.

Mattino presto, partenza per il lago Titicaca, dopo aver percorso una lunga strada, si arriva al traghetto per l’isola, l’unico servizio era una zattera con grosse travi di legno, che sembravano legate, su quella dovevamo attraversare l'istmo di circa un km che ci separava dall'isola, l'acqua era blu smeraldo, calma. Sulla zattera; oltre a una decina di auto, c'erano anche dei camion, e noi in piedi vicino alla macchina sentivamo gli spruzzi, che ci lambivano le caviglie.

Arrivati sull’isola facemmo un sospiro di sollievo, scendemmo in fretta dal rudimentale traghetto, e cominciò il viaggio sull'isola.

Ora, eravamo nuovamente sulla Golf verso Copacabana, l'euforia era rumorosa, l'adrenalina intensificava il sapore dell'avventura, mia moglie con i nervi molto tesi, esternò una preoccupazione, che si dimostrò infelice: "speriamo che vada tutto bene". Mio genero di rimando per stemperare disse: "perché? non ti piace l'avventura?", e ci fu silenzio per meno di 1 km allorché a una buca più profonda, 'pouf' la gomma consumata comprata a La Paz esplose.

Scesi tutti dalla macchina, musi lunghi e silenziosi, Marcello estrae nuovamente il ruotino e si accinse a sostituire la gomma, il crick invece di sollevare la macchina, sprofonda nel terreno, ora come si fa?

Preoccupati e pensierosi di risolvere il problema, guardiamo il bellissimo panorama del lago, senza vederlo veramente.

In questa atmosfera tesa come le corde di un violino, col tatto di un istrice, si leva una voce che dice: "vi piace l'avventura?"

Silenzio di tomba che finì solo a problema risolto.

Trovammo nei dintorni una pietra piatta da mettere sotto il crick e risolvemmo temporaneamente il problema.

A Copacabana non esistono i gommisti.

Mentre siamo in animata discussione, passa un gruppetto di testimoni di Geova, sussurriamo all'unisono 'miracolo', dopo calorosi saluti, chiedemmo loro informazioni,  i quali ci confermano che il gommista non c'è, ma lì vicino c'era un ciclista con delle ruote di macchina usate buttate là.

Quando si dice la fortuna, non solo trovammo dei nostri compagni di fede, ma anche una gomma della nostra misura, era utilizza come vaso per i fiori, dopo averla svuotata e ripulita, il ciclista la sostituì al ruotino.

Il proverbio ci sta: "tutto è bene ciò che finisce bene".

Ora riuscivamo a guardare e vedere nuovamente il panorama, un posto da favola, da rimanere incantati, gli imprevisti dimenticati, lo stress finito, solo l'estasi delle sensazioni percepite dai 5 sensi.

"le sue qualità invisibili — la sua eterna potenza e divinità — si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, perché si comprendono dalle cose che ha fatto" Romani 1:20

"anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione e avrà la gloriosa libertà dei figli di Dio" Romani 8:21

Rimaneva solo nell'io profondo l'ombra dello stress del ritorno, doverlo fare con una gomma di recupero, prima per La Paz e poi per Cochabamba, ma lo tenevamo dentro senza esternarlo a nessuno.

Voglio ancora dire, a distanza di dieci anni, che mio genero ha sopportato tutto in silenzio con la pazienza di Giobbe. 

Viaggio ad occhi sbarrati e col pelo dritto, ma che ho potuto metterlo nero su bianco.


Amen = Cosi-sia

Chi vivrà vedrà

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