VIAGGIO NEL NULLA DELLE ANDE ATTRAVERSO TOTORA
VIAGGIO DA AIQUILE A COCHABAMBA

Città di Aiquile
Dicembre 2010 con mia moglie, siamo partiti da Aiquile, città in centro della Bolivia dove mio figlio e mia nuora fecero i missionari volontari, città che secondo loro è in mezzo al nulla di 10.000 abitanti con orde di cani che al mattino percorrevano le strade deserte del paese, dove nei mercati rumorosi i macellai vendevano la carne appendendola sulla strada polverosa sotto l'assalto di mosche e vespe.
Tuttavia, Aiquile me la porto sovente addosso con un paio di pantaloni fatti su misura, della stoffa migliore, fatti da un esile giovane sarto capace, che mi calzano come un pennello per 19 €.
Partenza con destinazione Cochabamba, situata a 2558 m. in una valle che si trova dentro la cordigliera.
Calcolavamo di passare durante il tragitto su uno degli altopiani delle Ande per una visita dove Indiana Johns, nel film riportò il teschio di cristallo mancante, nella cabina di pilotaggio dell'astronave, perché potessero finalmente ripartire per le stelle. Tentativo fallito per la gara ciclistica.
Montagne di 6000 m. Di terra friabile e scivolosa, strade fatte di terra battuta piena di sassi dove autisti spericolati e imborachati (ubriachi), guidano camion lunghissimi su strade con curve a gomito sullo strapiombo di centinaia di mt lasciando sovente i cadaveri dei camion precipitati giù, in fondo al burrone.
Nel percorso dovevamo attraversare il paese Totora che non ci diceva nulla, ma era comunque segnato sulla cartina. Ora ci trovavamo nel centro del paese bloccati da una folla infervorata, perché stavano arrivando i circa 50 partecipanti alla corsa in bicicletta.

Città di Totora
A un nostro tentativo di forzare e passare il blocco, ci ritroviamo con cinque energumeni attorno al parabrezza davanti, tutti con un grosso sasso in mano che agitavano minacciosi facendoci capire chiaramente che se avessimo insistito il nostro parabrezza sarebbe andato in frantumi.
Alzato le mani ci tranquillizziamo sperando che arrivasse presto il gruppo compatto.
Il nostro battito cardiaco aumentava per la preoccupazione di rimanere senza carburante. Durante il percorso una pietra incastonata sbattè contro il serbatoio ammaccandolo e provocando la fuoriuscita della benzina a gocce, al ritmo del battito di cuore.
L'ansia cresceva ad ogni minuto di attesa, non avevamo le dita incrociate, né l’immagine religiosa sull'anello, perché non è nel nostro credo; tuttavia, anche noi abbiamo fatto le nostre preghiere chiedendo che i ciclisti avessero più forza nelle gambe per pedalare più velocemente:
"Confida in Geova con tutto il tuo cuore e non fare affidamento sulla tua intelligenza. Tieni conto di lui in tutte le tue vie, e lui renderà diritti i tuoi sentieri" Proverbi 3:5
Le incognite erano tante, anche perché a Totora non esistevano distributori di carburante e la prima città si trovava a centinaia di km.
L'attesa si prolungò parecchio, siamo scesi dalla macchina e fatto un giro nel circondario, da non dimenticare che il gasolio ticchettava nel terreno al ritmo di orologio, si vedeva la macchia del carburante più scura che si allargava sempre più.
Bloccati, minacciati e con il nostro poco carburante che scorreva via a goccia a goccia, in un posto delle Ande sperduto, non pensavo più a Tusco e al teschio, ma mi sentivo come un vero Indiana Johns nell’incognita dell’avventura.

Teschio di cristallo del film di Indiana Johns.
Con l'ansia fino alla fine ed escluso Tusco dal giro, siamo arrivati interi a Cochabamba. Viaggio a chiappe strette e orecchie dritte, ma convinti che le preghiere sono servite.
Viaggiammo a bocca aperta per il fiato corto e pensieri ansiosi.
Ma tutto è bene ciò che finisce bene.
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