VIAGGIO E VISITA ALLA TORRE DI BARBARESCO.
HO VISITATO LA TORRE DI BARBARESCO.

In cima alla torre, provi una sensazione di potenza.
Questa foto è scattata dal drone, anche se bella; tuttavia, è più emozionante quando sulla torre ci posi i piedi.
Situata in cima a una rocca a picco su un'ansa del placido fiume Tanaro.
Arrivi in un paese piccolo e stretto, costruito obbligatoriamente per lungo sulla gobba di un tronco di collina rocciosa.
La vedi, è maestosa, è proprio il caso di dirlo in tutti i sensi, è torreggiante.
Arrivati a un piccolo parcheggio davanti alla chiesa, e poi proseguendo a piedi per una decina di gradini allungati, arrivi alla sua base, già cominci a fare dei lunghi respiri, non tanto per la salita, ma per quell'aria quasi esente da polvere che viaggia a metà altezza nella Valle.
Ascensore esterno libero, di cristallo, (idea lussuosa per una torre del XII secolo), che fa da proseguo sul dirupo, con vista a 280 gradi sulla valle Tanaro, con una salita che arriva a metà torre, che con l’ascensore interno arrivi in cima.
Arrivati in cima, non provi più la paura della guardia del 1200 quando avvistava il nemico, ma l'entusiasmo del turista che la cavalca soddisfatto.
Ora esiste una passerella pure di cristallo, coperta è panoramica, che serve di collegamento per il cuore pulsante della Torre, dove si trova la reception coi dépliant e la distribuzione dei ticket per la degustazione dei vini di Barbaresco, e il proseguo della salita.
Secondo ascensore, sempre coi rivestimenti di cristallo con tre ulteriori fermate, una per degustare il vino barbaresco, e sorpresa, in una c'è il pozzo, o cisterna di raccolta dell'acqua piovana.
All'uscita dell'ascensore, ricevi svariate carezze da varie direzioni, da bolle d'aria guizzanti, che ti sfrecciano in faccia e ti fanno fare dei respiri lunghi e ossigenati, dandoti la sensazione di potenza di chi ha raggiunto una cima.
Le sensazioni che provi sono molteplici e molto intense, coinvolgono tutti i sensi, dei quali torreggia il senso della vista.
In più c'è la mente che si immedesima nella storia di 800 anni fa, con guardie senza armatura, ma con vista aguzza, per scoprire eventuali attacchi nemici, con i loro piedi posizionati nello stesso posto dove ora ci sono i miei, guardie che rimuginavano pensieri simili ai nostri verso la famiglia, la casa, al padrone ecc.
Con cautela ti avvicini all'ultimo merletto d'angolo rimasto, un riflesso condizionato ti fa abbassare la fronte per controllare la posizione dei tuoi piedi assicurandoti che siano sul sicuro, reazione spontanea dovuta allo strapiombo di circa 100 metri che hai a un metro davanti a te.
Con cautela ti sporgi con la sola testa, quel tanto che basta per vedere giù dritto lo strapiombo, e ti viene un brivido.
Da dietro il merletto e rassicurato dai tuoi piedi, cominci ad allungare lo sguardo sulla Val Tanaro.
Se c'è una bella giornata di sole col cielo terso e scintillante puoi puntare gli occhi sulla Bisalta, la montagna che si trova subito dietro alla lontana Cuneo, oltre alla mezza Valle Tanaro vedi a destra Bra, e via via tutti i paesi arroccati del Roero, arrivando dopo aver fatto 180 gradi a vedere l’altra metà della valle con in fondo Asti, roteando ancora si comincia con la bassa Langa che si congiunge poi con l'alta Langa, e si chiudi il cerchio tornando alla valle con al centro Alba situata in piano, ai bordi dell'alveo del fiume, la città di Alba sembra una stella perché ha le punte in crescita che si inseriscono nelle valli a ridosso.
In ogni dove in cui poni lo sguardo, vedi vigneti, lavorati con cura, con una pianta di rose piantata davanti al primo palo del filare.
Sempre con lo sguardo verso la nascita del Tanaro, alla tua destra c'è il Roero con i sui vigneti di bianco, fra cui il buon Arneis, alla tua sinistra si trova la Langa coi vigneti di moscato, di dolcetto, di Barbera, e poi c'è lui il correggente barbaresco, che a vista può vedere il territorio del fratello maggiore, il Barolo, l'intero comune è foderato di questo vigneto, il Barbaresco, lavorato con squadra e compasso, e senza usare il diserbante, non dico la frase in uso, 'un vino da re', ma dico un vino per intenditori.
Dopo l'impatto iniziale e veloce della vista a 360 gradi cominci a soffermarti sui particolari, e con la cartina in omaggio in mano, puoi individuare i paesini della valle e dintorni.
Io che sono del posto scruto in direzione di casa mia, la vedo, a mezza collina di Langa.
Guardando verso casa e abbassando gli occhi, osservo il silenzioso e stagionato paese che ha battezzato col suo nome un vino che è diventato internazionale.
La gente del luogo è seria col lavoro nelle braccia, non è condizionata da orari, ma esegue dei turni lunghi, sono decisi e prendono iniziativa, e come in tutta la Langa sono persone gentili e cortesi.
Mi viene da dire che hanno un po' il carattere della torre, fermi e stabili.
Se poi è quasi mezzogiorno, lo stomaco ti fa pensare a un ristorantino (dico 'ino' perché sono piccoli, ma sono belli e col cibo dal sapore vero e intenso), si, se ti fermi e metti le ginocchia sotto il tavolo, ti rilassi, e ti gusti un ottimo pranzo sorseggiando un appagante vino, avrai fatto centro.
Con foto e video a volontà ti porti via un'emozione che non scordi più, come hanno fatto numerosi tedeschi che ho incontrato in cima alla torre, durante la mia visita, sorridenti e a sorpresa chiacchierini.
![]() |
Barbaresco |
Uno dei saggi scrisse :
"Ho concluso che per loro non c’è niente di meglio che rallegrarsi e fare il bene durante la vita, e che ogni uomo mangi, beva e provi piacere per tutto il suo duro lavoro. È il dono di Dio." Ecclesiaste 3:12
Esiste comunque una Torre ancora più bella, che descrive un nome:
"Il nome di Geova è una forte torre: il giusto vi corre e riceve protezione." Proverbi 18:10
I miei libri 📚 sono su Amazon: clicca prima su eBook Kindle e poi trascrivi 'ABRIGO Enzo libri'

Commenti
Posta un commento