VIAGGIO A MONTECARLO

Spicchio di paradiso per pochi ricchi



Sulla rocca e nel giardino del Principato di Monaco ci sono stato più volte pensando al tassametro.

In 5 mentre occupavamo l'intero spazio della 500 datata, mia moglie ed io coi due figli, Luca ed Elisabetta e la nonna Teresa,  stavamo percorrendo l'ultimo tratto della statale da Riva ligure a Montecarlo, dopo l'ultima curva in discesa, ecco li di fronte a noi lo scrigno di roccia col guanto verde del giardino, immerso nel blu scuro e baciato dal sole, bello e splendente, mi trasmise un'immagine nitida del promontorio. All'improvviso davanti a noi un'auto si è distanziata e poi si è fermata, aveva la targa della Germania, un uomo distino e in forze scese all'improvviso e ci viene incontro, agitando una bottiglia d'acqua che teneva in mano, arrivato vicino a noi, parlando in tedesco, ma con gesti esagerati, indicava il cofano davanti della macchina, perché aveva visto dal suo specchietto retrovisore del fumo che usciva, a quel punto non ci chiedemmo più: "cosa vuole questo?" perché vedemmo anche noi il fumo uscire dal radiatore, e capimmo che stavamo per andare a fuoco. Scendemmo e prendemmo la bottiglia d'acqua ringraziando il gentilissimo tedesco, poi accostammo per non creare code dietro, e col cofano aperto analizzammo la situazione che si rivelò preoccupante, il radiatore perdeva acqua ed era quasi a secco, quella bottiglia d'acqua fu una manna dal cielo, ci permise di proseguire e di rifornire ogni tanto il radiatore, il necessario per ultimare la gita giornaliera, che fu bellissima, ma sempre col pensiero preoccupante, della macchina e del ritorno alla casa vacanza a Riva ligure.
Montecarlo è solo per alcuni ricchi, ora col numero chiuso e per i soli residenti.
Anche solo il parcheggio sotterraneo dentro quella rupe che forma il promontorio del Principato, e un panino al bar, un gelato e qualche souvenir, ci è costato una cifra, per noi. L'idea del ristorante non ci ha neppure sfiorato la mente. 
Due ore di passeggiata nei giardini del promontorio del Principato di Monaco ne valgono la pena e ripagano generosamente lo stress della macchina e i prezzi maggiorati.

Al ritorno, sull'Aurelia prima di Ventimiglia, ne abbiamo approfittato per vedere i giardini Botanici di Hanbury, giardini diversi dal giardino del Principato di Monaco, questi avevano un fascino esotico con piante proveniente da tutto il mondo, banani col fiore a cuore e casco col frutto, pompelmi giganti attaccati a bassi alberi, sembravano meloni, e l'angolo con tutti i tipi di cactus, sentieri secchi e caldo, e tante palme altissime. Toccando i pompelmi con mano mi trasmise un'immagine equatoriale, che vissi nuovamente in seguito ma in tempo reale, quando passammo tre giorni in mezzo alla foresta amazzonica del Chapare, quando toccando i pompelmi del giardino del Resort, mi ricordò Hanbury, con la differenza che nella foresta amazzonica pioveva tre volte al giorno.


  


Da sinistra la foto del giardino botanico Hanbury, poi il banano col casco di frutta e infine il pompelmo gigante.

Tutti vogliono andare nei bei posti, ma siamo ormai troppi, e in certi luoghi stupendi non c'è posto per tutti. A malapena si riesce a fare il giro dell'ultima rotonda rallentando l'auto, mentre il vigile fischia e fa segnalazioni con la paletta di accelerare, come ci successe al golfo del Tiglio, la gita più veloce che abbia mai fatto, il giro della rotonda di venti secondi e uno sguardo panoramico a 360 gradi. Fu comunque una gita indimenticabile perché quello sguardo panoramico fu filmato nella mia mente e me lo rivedo ogni tanto, anche perché feci il bis della gita, facendo ben due volte la stessa rotonda.

È un vantaggio per tutti avere cura dei giardini e degli alberi, perché sono quelli che ci fanno vivere meglio:
Poi l’angelo mi mostrò un fiume d’acqua di vita, limpido come cristallo. Da una parte e dall’altra del fiume c’erano alberi di vita che producevano dodici raccolti, dando i loro frutti ogni mese. E le foglie degli alberi erano per la guarigione delle nazioni. Rivelazione 22:1

Qualcuno disse che viaggiare aiuta a capire, confermo.

Chi vivrà vedrà.

Amen = Cosi-sia



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