IL PENULTIMO VIAGGIO È IL PIÙ TRISTE
Lei mamma, nonna e bisnonna, li ha accuditi tutti, ora con il fisico di novant'anni compiuti, il suo intestino si è indebolito, ha bisogno di una struttura adeguata, con silenziosa tristezza si adegua, o si arrende alle necessità e richieste della sua progenie.
Immaginava e sperava di non giungere mai a questo, lasciare la casa della sua vita ma purtroppo ora sta scendendo la scala un solo gradino alla volta e con la mano destra che fa presa sullo scorrimano, mentre la sinistra regge il fagotto, ecco la ragionevolezza o meglio la tristezza in persona.
Mentre sotto nel cortile, la macchina ha già il motore acceso, il figlio aspetta tenendo la portiera aperta.
Lei che da vent'anni ripete sovente "Sun a fin di sii" che tradotto dal piemontese significa: 'sono alla fine dei ceri ', ora dice: "questa è l'ultima volta che scendo questa scala ", e con un po' di disappunto e sconsolata si ripete: "una madre riesce ad allevare 7 figli, ma 7 figli non riescono ad accudire alla madre".
Voleva finire i suoi giorni a casa, ironia della sorte, sono proprio i medicinali che gli hanno allungato la vita che ora le impongono lo scotto di un trasloco.
Un ultimo sguardo verso l'alto allo spazioso balcone fiorito, e via verso la casa di riposo che l'attende.
La vita trascorsa più o meno bene richiede dai vecchi la tristezza della vecchiaia.
"Ricorda, quindi, il tuo grande Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni difficili e che arrivino gli anni in cui dirai: “Non provo alcun piacere in essi" Ecclesiaste capitolo 12
Amen = Cosi-sia
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