VIAGGIO A LONDRA
NELL'ANNO 2000 A DICEMBRE SONO ANDATO A TROVARE MIO FIGLIO A LONDRA
Londra con vista panoramica all’uscita dalla tana.
Come fossi un suricata, così uscivo dal tubo sotterraneo per osservare Londra.
Esperienza traumatica, non la rifarei, ma a distanza di anni sono positivo nel valutare l'insieme delle emozioni.
Fine dicembre 2000, ero in un alloggio di Londra con tutto l'indispensabile, con meno di 10 metri quadri, se uno si fosse spostato, l’altro sarebbe dovuto rimanere seduto.
La proverbiale nebbia, di notte era perenne e ovunque, più fitta nelle vicinanze del Tamigi, nei vicoli poco illuminati solo pochissimi passanti, con un passo più che svelto giravano l'angolo, mi aspettavo di sentire un ululato all'improvviso, ma, mio figlio esprimeva fiducia e sicurezza, a tratti mi rilassava.
Entrammo in un pub ultra-pieno per mangiare qualcosa, soffitto basso, sulle vetrate dietro le tendine grosse gocce d'acqua per effetto della condensa, scendevano dritte e veloci, rigando i vetri e accumulandosi agli angoli dello zoccolino. Il fumo ci annebbiava la visuale, un misto di tante sigarette diverse, che dopo averci costretti ad un paio di colpi di tosse iniziali, ci siamo abituati.
Non ricordo più il cibo, ricordo la sensazione di un gusto poco piacevole assomigliante a una salsiccia, birra naturalmente, il vino era proibitivo, la spesa fu popolare.
Dopo una escursione a Internet Caffè nel salone dell’internet Point, siamo andati a vedere un film in una multisala.
Mio figlio che ci è rimasto un anno, conosceva Londra come le sue tasche, parlo del ring centrale di Londra, la guida delle auto a sinistra mi spiazzava dal sedile, spostandomi in automatico quando incrociavamo un'altra vettura.
Di giorno mio figlio lavorava come autista di camion, allora io prendevo il biglietto giornaliero di 12 sterline, che mi autorizzava a viaggiare su tutti i mezzi, treno, tram, autobus a due piani e il metrò.
Con una cartina della città e una mappa delle varie linee del metrò e le relative stazioni di fermata, viaggiavo avanti e indietro uscendo fuori come fa il suricata del deserto quando esce fuori dal buco, così facevo io per vedere la zona della stazione del metrò tutte dislocate in centri prioritari, ho visitato tutto il centro, ricordo ancora bene tutti i posti visitati, la piazza con la statua di Nelson, Trafalgar Square e la National Gallery, Buckingham Palace, Sean Paul, Piccadilly Circus, il Big Bang, il Parlamento di Westminster, il ponte Towers Bridge, la torre della Corona, il business Center, e il giro sulla ruota panoramica da non perdere, un'escursione a Greenwich il meridiano zero è una visita in macchina con Luca, alla città universitaria di Oxford.
Con una normale giornata di nebbia e con un lieve piovigginare, con l'umidità al 100% abbiamo visitato l'imponente castello di Windsor.
Una curiosità, i londinesi chiamano la metro “Tube” (tubo) e, raramente, “Underground”.
Pioggia e sole si alternavano di continuo col passare di poche ore.
A dicembre ho visto un albero da frutto fiorito.
Un giorno ho voluto fare la prova di una giornata di lavoro con mio figlio, tanto per conoscere l'humus della città.
L'ho accompagnato sul lavoro, che a Londra era libero, disponibile per tutti, bastava presentarsi al mattino alle 6 con la carta di identità come comunitario europeo e ti assegnavano qualcosa da fare, ho partecipato anch'io a sostenere l’Inghilterra con un'intera giornata di lavoro.
Non vi dico la stanchezza arrivato alla sera coi piedi scorticati dagli scarponi nuovi.
Non mettetevi mai le scarpe nuove al primo giorno di lavoro.
Ho lavorato con compagni affabili e gentili, purtroppo non potevamo conversare se non a gesti, ma ci capivamo, e alla sera ci siamo lasciati bene, tanto che per alcuni giorni continuarono a chiedere se fossi disponibile, ma io dovevo curarmi i piedi, facevo uno sforzo anche solo a salire sul treno.
Londra, una grande metropoli, un caos ordinato, un popolo di mentalità aperta, gente che fa gli affari suoi, un popolo che si sente privilegiato perché si sente isolato, ma sta in piedi sul resto del mondo.
Ho visto un signore compiaciuto, londinese doc di un secolo fa, con l'aria seria e l'ombrello sull'avambraccio, e la tuba in testa, le scarpe scricchiolanti, con la flemma proverbiale, che passeggiava nel viale, dritto come un obelisco, sguardo assente, che scorreggiava rumorosamente ad ogni passo, non curante dei passanti.
I rumori erano attutiti dal sottofondo del traffico e i gas dispersi nella nebbia del Tamigi.
I giardini e i parchi sono popolati da scoiattoli in posizione eretta vigili e in attesa di una nocciolina ma sempre pronti a scattare sull'albero.
Londra una città regale, che ti entra nelle ossa col suo clima, e nella testa con la sua storia.
Ma non mi son sentito privilegiato, potendo dire: " sono stato una settimana a Londra ", perché pure Londra come tutte le altre città, sarà ispezionata e valutata come lo fu la gran città di Ninive:
"E io non dovrei dispiacermi per Nìnive (Londra) la gran città, nella quale ci sono più di 120.000 persone che non sanno distinguere il bene dal male, oltre a molti animali" Giona 4:11
Londra ina città nebbiosa, affumicata, che ti punge gli snodi delle ossa per la sua eccessiva umidità, ma anche di una tenacia unica, avendo scoperto e conquistato quasi l’intero mondo. Città posizionata a cappello del mondo a cui faccio tanto di cappello.


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