VIAGGIO A PARIGI nel 1990
Gita famigliare in macchina a Parigi.
Anche la torre contribuisce a fare grande Parigi.
Mia moglie ed io, con i nostri tre figli: Luca, Elisabetta e Arianna, dopo un viaggio con una sola fermata giungemmo a Parigi, dove abbiamo pernottato in una camera di tre metri per quattro, con tre scalini all'interno, era una mansarda in salita obliqua, situata poco dietro la torre.
Eravamo giovani e spensierati amanti dell'avventura, anche se un po’ tesi, lasciammo la macchina parcheggiata in bella vista, per tutto il tempo della nostra visita al Louvre.
Al rientro provammo un grande stretta di panico cercando le chiavi in tasca senza trovarle, e provammo l'incubo di averle perse chissà dove, capimmo che era saggio avere sempre una seconda chiave di scorta.
Poi uno scoppio di euforia di pura adrenalina ci scosse dalla testa ai piedi facendoci quasi saltare di gioia, quando arrivati alla macchina, non solo era li come l'avevamo lasciata, ma c'erano pure le chiavi in bella vista inserite nel cofano del baule.
Che sospiro di sollievo, facemmo io e mia moglie.
A corto di contanti, ci sperimentammo a mangiare cibi orientali, in un paio di ristoranti, il primo era giapponese, il menù aveva nomi a noi incomprensibili, visto i prezzi, prendemmo il più economico, così sul tavolo ci arrivò zuppa di cipolle, almeno era calda, il secondo era coreano, un locale seminterrato, mi ricordo solo che erano cose strane.
Con la macchina visitammo i punti turistici più noti:
Notre Dame che si trova su una delle due isole della Senna, è imponente con le sue due torri a campanile, l'interno è trafficato e pieno di capolavori, con la sua struttura a croce latina e le sue cinque navate che con le vetrate di vari colori, formano dipinti, e danno luminosità al pavimento. Vedendo le sue gargolle sporgenti all'esterno ci venne in mente il mitico gobbo di Notre Dame.
Il Louvre, dove c’erano ampi saloni a scendere pieni di quadri, ma la Gioconda era l’unico quadro del salone controllatissima e difficile da avvicinare.
L'Arco di Trionfo, costruito come se fosse il mozzo di una grande ruota, i cui raggi danno inizio ai suoi molteplici ampi corsi che penetrano nella grande città, Un arco con quattro facciate, dove per trovare la porta d'ingresso ci girammo intorno un paio di volte, mentre guardavamo in su, ci sentivamo piccoli piccoli.
Un arco gigantesco per ricordare il trionfo ottenuto nelle guerre.
Bateau sulla Senna, un breve tour romantico con un rilassante chiacchiericcio dei turisti.
Champs-Elysées, un grandissimo viale alberato largo quanto una pista di atterraggio di un Concorde e lungo quasi 2 km, con allo sfondo l'Arco di Trionfo.
Torre Eiffel, si vede già da lontano, è visibile da tutta Parigi, ma quando ci sei sotto e guardi la sua altezza di 300 m, hai la sensazione di quanto sia imponente e perfetta. Mi sono pure chiesto: come possono 8.000 quintali di ferraglia assemblati insieme essere così eleganti, è per l'effetto dei suoi fianchi che formano uno silhouette di grazia perfetta. Ma l'emozione più intensa dopo la salita in ascensore, la provi sulla balconata superiore mentre ammiri Parigi senza impedimenti visivi. Pensi subito al mondo, alla storia e a te stesso e ai tuoi sogni da realizzare.
Una curiosità arrivati in cima sentiamo parlare una coppia col nostro dialetto, ci informammo e venimmo a sapere che erano di Neive, il comune vicino al nostro, Treiso, dopo le consuete espressioni di stupore, ognuno proseguì col suo itinerario.
A proposito, quella fanciulla nella foto ai piedi della torre Eiffel è mia figlia.
Il metrò, con un solo biglietto si poteva percorrere in ogni dove, così io e mio figlio, di sera con meno traffico, l'abbiamo percorsa a X, a croce, e a cerchio, era velocissima e un po’ rumorosa negli scambi dei binari. Verso le ore 23, in periferia vedemmo dei loschi ceffi che ci puntavano, provammo timore e siamo rientrati direttamente a casa.
La bianchissima Basilica di Montmartre, una toccata e fuga.
Non bastano tre mesi per vedere Parigi, noi l'abbiamo fatto in tre giorni.
Moulin Rouge, vista solo da fuori, allora non si era ancora staccata la pala del mulino a vento, le luci erano così tante che anche se di notte sembrava un giorno di pieno sole coi colori dell’arcobaleno, uno specchio per i vogliosi.
Il lungosenna con le bancarelle dei pittori e librai, un'oasi di pace coi rumori del traffico al silenziatore. Luogo dolce, perché ricordo la buonissima cioccolata presa a un Bistrot. La gente passeggiava lentamente mentre osservava i quadri o leggeva i titoli dei libri.
La reggia di Versailles, che meraviglia di casa. Non fu fatta per la famiglia del Re, anche se allargata, ma era strutturata per ospitare un grande condominio di nobili che non pagavano l'affitto, ma un pegno in natura diversificata.La Grandeur francese non badava a spese.
Non di tutti i luoghi visti ne ho un ricordo, ma nel complessivo è stato un viaggio favoloso e istruttivo.
Per noi e per chiunque altro, vale sicuramente il detto:
"Ora, qualunque progetto possano avere, niente sarà impossibile per loro da realizzare." Genesi 11:6
Le energie giovanili azzerano le incertezze e aiutano a realizzare i progetti e i desideri.
Chi vivrà vedrà.
Amen = Così sia
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