VIAGGIO A CATANIA E SULL'ETNA
Una montagna di 300 metri che sovente sputa fuoco in alto che gli si ricade addosso.
La montagna che si accende come un faro, di notte a ciel sereno è visibile in tutta la Sicilia e Calabria.
Gli abitanti del circondario della montagna subiscono un fastidiosissimo disagio per tutta la cenere che il vulcano spara fuori dal suo camino depositandola sulla loro testa e su tutto il resto.
Vista in modo positivo, questa grande quantità di cenere, è un ottimo fertilizzante, se viene raccolto e venduto come tale ne risulta una risorsa per gli abitanti del posto. Tanto per scopare le ceneri e buttarle, tanto vale che le recuperino per la concimazione di molti orti. Riflettendo sul fatto, non ho mai sentito grandi lamentele su questa caduta delle ceneri, probabilmente lo praticano già e zitti-zitti ne traggono vantaggi, tanto che alcuni addirittura desiderano la caduta dal cielo della cenere. È una manna che da una mano economicamente e specialmente per la vegetazione.
Arrivati in macchia a tre quarti dalla sommità, il panorama era nero, tutto nero, le strade, le case, le macchine, girando lo sguardo a 360 gradi tutto era nero di lava indurita, ricoperta di una cospicua coltre di polvere, anche nel naso entrava.
Dalla prima eruzione documentata nel 1500 a.C. l'Etna ad ogni sua esplosione ricopre con un sottile velo nero tutto ciò che lo circonda.
Dalle arance a tutto ciò che viene seminato o piantato nel suo circondario ne risulta un prodotto eccellente, buono e bello, è un dono per gli abitanti che sopportano il suo brontolio tremolante.
Questo contrasto tra il nero della cenere il succo rosso delle arance, mi fa venire in mente l'enigma di Sansone che propose ai suoi avversari:
"Allora Sansone disse: “Da colui che mangia è uscito qualcosa da mangiare, e da colui che è forte qualcosa di dolce da gustare”. Per tre giorni non riuscirono a risolvere l’indovinello." Giudici 14:14
Volete saper anche la soluzione? Eccola.
“Cosa c’è di più dolce del miele, e cosa c’è di più forte del leone?” Lui rispose: “Se non aveste arato con la mia giovenca, (sua moglie Dalila), non avreste risolto il mio indovinello” Giudici 14:18
Nella carcassa del leone, che lui aveva ammazzato tempo prima, le api avevano fatto un favo che colava miele.
L'Etna il cuore pulsante della Sicilia, lo ricordo come un gigante, nero di faccia, ma generoso di prodotti.
Ricordo dunque L'Etna forte come un leone e dolce come il miele.
Amen = Cosi-sia
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